Amarene e ciliegie: quali sono le differenze?

Amarene e ciliegie: quali sono le differenze?

Siamo soliti pensare che amarene e ciliegie siano la stessa cosa, o meglio che le prime rappresentino la versione, sottoposta a lavorazione, delle seconde. Si tratta in realtà di due frutti differenti, figli di alberi differenti, anche se imparentati tra loro. Delle gustose cugine, insomma. Vediamo allora, trovandoci in tema di frutti, di “cogliere “le loro differenze.

Amarene e ciliegie differenze principali: il gusto

Le premesse sono chiare. Ciliegie e amarene non sono assolutamente la stessa cosa e hanno una loro identità ben definita. Andiamo diretti a quello che ci sembra possa essere l’aspetto che interessa maggiormente, forse il meno importante per la scienza – ma non è neanche detto -: la prima differenza tra ciliegia e amarena sta nel gusto.

Sia ciliegie che amarene si possono mangiare crude. In questo caso, però, le prime battono nettamente le seconde. Dolci, dolcissime, riescono a piacere a tutti, indistintamente, le ciliegie piacciono e basta. Le amarene sono caratterizzate dalla presenza dell’acido ossalico che rende il loro gusto particolare, leggermente aspro, gusto che diventa la loro caratteristica principale e ne spiega il nome. Le amarene conquistano palati più particolari, non tutti le gradiscono, sono buone ma meno diffuse sulle nostre tavole.

Entrambi i frutti sono utilizzati in cucina – lo vedremo più avanti – ma le ciliegie, da crude, danno il meglio di loro stesse, hanno un potenziale incredibile, sono irresistibili, tanto da aver suggerito il modo di dire “una tira l’altra”, entrato ormai nell’uso comune e utilizzato per riferirsi a tutte quelle cose che inevitabilmente sono seguite da un’altra, e non soltanto riferendosi a cibi.

Amarene differenza ciliegie: un po’ di botanica

Diventiamo più scientifici. Risaliamo all’origine, alle piante che producono questi frutti. La ciliegia deriva dal prunus avium, detto anche ciliegio dolce, mentre l’amarena dal prunus cerasus, o ciliegio aspro. L’albero di ciliegio può arrivare anche a 20 metri, ed è di più solido e robusto di quello delle amarene, che sembra presentarsi come meno ambizioso, con meno pretese, non arriva nemmeno a 10 metri e a volte addirittura può sembrare, più che un albero, una sorta di arbusto gigante, se non addirittura un grosso cespuglio.

Un aneddoto, pieno di fascino, racconta che i soldati romani, viaggiando, consumassero le ciliegie di frequente, gettando i noccioli per terra. Questi, poi, davano vita a numerosi alberi. Per risalire alle strade romane sarebbe dunque sufficiente seguire gli alberi di ciliegio selvatici. In realtà la simbologia e gli aneddoti legati a questi alberi sono numerosissimi, se ne potrebbe parlare per ore.

I frutti del prunus avium e cerasus sono di colore rosso, piccoli e tondeggianti, ma – altra importante differenza tra ciliegia e amarena – il rosso delle ciliegie è più vivo, più acceso. Le amarene sono inoltre più dure, più sode rispetto alle ciliegie, e più piccole.

Esistono sia diverse qualità di ciliegie che di amarene. A questo proposito, una curiosità: il tipo prunus cerasus produce anche le visciole, dalla solita forma tondetta, anch’esse dal gusto un po’ acido, utilizzate per una famosa crostata che ha origini nel ghetto romano.

Ciliegie e amarene sono ricchissime di vitamine, soprattutto C, sali minerali, fibre e hanno notevoli proprietà depurative.

Amarene e ciliegie in cucina

Amarene e ciliegie si prestano, in cucina, soprattutto a preparazioni dolci, come crostate semifreddi, torte di vario genere e anche come ripieni di cioccolatini. Famosissimi, ad esempio, il clafoutis, prelibatezza francese, una sorta di frittata dolce e morbida che prevede le ciliegie al suo interno, e la spagnola, un gelato alla crema variegato con amarene. E come non sottolineare il fatto che “la ciliegina sulla torta” sia diventata il simbolo del coronamento, del completamento di una situazione? Nel bene o talvolta, ironicamente, in negativo.

A turno, ciliegie e amarene si rivelano più adatte per questa o quell’altra ricetta. Sebbene entrambe vengano utilizzate per preparare marmellate, sciroppi o vini l’amarena trova più applicazioni in questo senso, sempre per via del suo gusto più particolare. Dalla Marasca, ad esempio, una piccola amarena di colore scuro, si ottiene il Maraschino, celebre liquore. Ad ogni modo è sempre tutto molto soggettivo: una marmellata di ciliegie, ovviamente più dolce di quella di amarene, è golosissima.

Da non sottovalutare, infine, l’utilizzo di questi frutti per preparazioni salate: molto interessante è ad esempio la realizzazione di salse di accompagnamento, specie per carni oppure, anche se apparentemente azzardati, dei risotti.

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